“ESPLICITE POSIZIONI MONOCULTURALI”: LA DESTRA CONTRO IL FESTIVAL DELLA MENTE DI SARZANA

ITALIA.

La mozione messa nero su bianco dal centrodestra sarzanese per contrastare eventuali faziosità del Festival della Mente non poteva non scatenare reazioni politiche, in attesa del consiglio comunale che ne accoglierà la discussione – appuntamento il 9 ottobre – e che si annuncia quantomeno brioso. A rispondere all’iniziativa politica della maggioranza consiliare di Sarzana sono quattro esponenti Pd uniti dalla comune storia democristiana: l’ex vice sindaco Roberto Bottiglioni, il timoniere della minoranza dem Paolo Bufano, il già assessore Daniele Castagna, l’ex segretario cittadino Giovanni Vasoli.
“La sudditanza ormai anche culturale della sedicente costola moderata della destra al governo di Sarzana (Sarzana Popolare e Forza Italia) nei confronti delle forze sovraniste e nazionaliste (Lega e Fratelli d’Italia) sta diventando imbarazzante – scrive il quartetto ‘popolare’ -. Lo dimostra il documento congiunto a firma dei quattro capigruppo consiliari con il quale si pretende di esercitare una intollerabile censura preventiva (come ai tempi del MinCulPop) sull’attività del comitato scientifico della Fondazione Carispezia (noto covo di bolscevichi) al quale è statutariamente deferito il compito di scegliere temi, argomenti e relatori del Festival della Mente”.
E secondo i quattro esponenti Pd sarzanesi “la cosa buffa è che, come esempio delle “esplicite posizioni monoculturali” da debellare nel Festival, i quattro paladini della destra sarzanese indicano proprio la ‘lectio magistralis’ di Andrea Riccardi con cui si è aperta l’edizione di quest’anno del festival. Una lezione sul senso di comunità in chiave cristiana tenuta da uno storico della Chiesa di formazione ciellina, presidente della Comunità di Sant’Egidio, che ha ricevuto il Premio per la Pace dell’Unesco, la Legion d’Onore, il Premio Balzan e il Premio Carlo Magno, e che è stato ministro (tecnico) per la Cooperazione Internazionale nel governo Monti (sostenuto maggioritariamente dal Popolo della Libertà). Tutt’altro che un esempio di “posizione monoculturale” di sinistra…”
Ma per i quattro “evidentemente bisognava dare soddisfazione a quelli dell’ ‘ala dura’ e intollerante (Rampi e i Leghisti) che avevano ostentatamente abbandonato in anticipo la lezione inaugurale di Riccardi a causa dell’insopportabile odore di incenso e poi invocato la ‘normalizzazione’ del Festival come unica alternativa alla chiusura. E i capigruppo sedicenti moderati si sono docilmente accodati… Eh già, perché per questa nuova destra i ‘cattivi maestri’ da spodestare dal palco del Festival non sono eventuali (ormai patetici) filosofi neomarxisti, eventuali demagoghi pauperisti (per il momento utili per governarci insieme il Paese) e neppure brillanti divulgatori dell’ateismo (come Odifreddi, che ha imperversato per anni); no, i ‘cattivi maestri’ che danno fastidio oggi alla destra sono quelli che si ispirano al magistero e alla dottrina sociale della Chiesa e agli insegnamenti della CEI. Ora ci attendiamo dai capigruppo consiliari della destra raccomandazioni didattiche per i professori di filosofia e di religione nei licei, ammonimenti per le maestre d’asilo, perfino orientamenti per gli insegnanti di catechismo nelle parrocchie…”.

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