MANIFESTO CON DISEGNI DI VULVE: OSCURATA UNA SCENA DEL FILM SVIZZERO “L’ORDINE DIVINO”

MYANMAR. SVIZZERA.

Durante la proiezione a Yangon del film L’ordine divino di Petra Volpe, un foglio di carta è posto davanti al proiettore per nascondere il modello anatomico di una vagina. Un caso di censura tutt’altro che isolato in Myanmar.
“Dobbiamo conoscere meglio la nostra vagina”, spiega una giovane hippy durante un corso sulla sessualità, mostrando alle donne presenti – sedute per terra – un modello di plastica dell’organo genitale femminile e un poster con diverse immagini grafiche della vulva. Poi distribuisce a ognuna di loro uno specchietto, invitandole a guardarsi tra le gambe.
La scena è tratta dal film elvetico “L’ordine divino”, di Petra Volpe. Commedia drammatica, la pellicola è ambientata nel 1971 in un villaggio del cantone di Appenzello Esterno e racconta la lotta per il suffragio femminile. Uscito lo scorso anno nelle sale svizzere, dove ha raccolto i favori di pubblico e critica, il film è ora giunto in Myanmar nell’ambito dell’European Film Festival, svoltosi a fine settembre a Yangon.

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