“A SCUOLA NON SI FA POLITICA”: SALTA IN UN LICEO DI TORREMAGGIORE L’INCONTRO SULLE LEGGI RAZZIALI

ITALIA.

È polemica a Torremaggiore dopo la mancata conferma dell’invito allo scrittore ebreo di Faenza Roberto Matatia a parlare nel liceo classico Fiani-Leccisotti delle leggi razziali. Un invito ritirato perché – secondo quanto lo stesso scrittore ha dichiarato al sito ufficiale della Comunità ebraica di Milano – alcuni docenti della scuola foggiana avrebbero avuto da ridire sull’incontro asserendo che “a scuola non si fa politica”.
“Sono stato contattato – ha raccontato Matatia al sito della Comunità ebraica di Milano – da una insegnate del liceo classico Fiani-Leccisotti di Torremaggiore, in provincia di Foggia, per andare a parlare, come faccio sempre, della mia famiglia e degli ebrei durante il fascismo, e ho accettato con entusiasmo. Dopo alcuni giorni però, non avendo più notizie, ho chiamato la docente che, con profondo imbarazzo, mi ha detto che l’iniziativa, che pure aveva ricevuto il plauso del preside, era stata rifiutata da altri docenti perché, a dir loro, “invitare a relazionare un ebreo è una scelta politica e, a scuola, non si fa politica”.
Una polemica che non esiste per il dirigente scolastico del liceo Fiani-Leccisotti, Giancarlo Lamedica che spiega che è frutto solo di un equivoco. “Mi dissocio fermamente – ha detto il dirigente scolastico – da qualunque episodio che involontariamente abbia in qualche modo offeso e strumentalizzato il notevole valore umano, storico e culturale della testimonianza e dell’impegno civile di Matatia”.
“Si è trattato di una incomprensione, nessuno voleva annullare l’incontro. Ma siamo ancora in fase di programmazione delle attività da svolgere nei prossimi mesi – precisa il dirigene – L’iter delle procedure è ben lontano dall’essere concluso, tenuto conto che ho dato scadenza al 31 ottobre per la consegna dei documenti di programmazione”.
Ribadendo che non c’è mai stata la volontà della scuola di non invitarlo, il dirigente scolastico ha detto di essersi sentito telefonicamente con lo scrittore e di avergli rinnovato l’invito a parlare nella scuola. “Nel nostro liceo siamo molto attenti alla cura dello studio storico in una prospettiva di recupero della memoria e di contrasto all’odio razziale – precisa Lamedica – Mi dissocio fermamente da qualunque episodio che involontariamente abbia offeso e strumentalizzato il notevole valore umano, storico e culturale della sua testimonianza”.

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