SVASTICA SULLA PORTA DELL’ARCIGAY DI VERONA: LA RISPOSTA E’ UN PICCOLO CONCORSO ANTIFASCISTA PER COPRIRLA

ITALIA.

“Copri la Svastika” è lo slogan del Concorso Creativo Antifascista lanciato da Arcigay Verona Pianeta Milk per coprire una piccola ma ben visibile svastica fatta da ignoti con un pennarello nero, sulla porta d’ingresso della sede dell’associazione in Via Scuderlando, 137 in Borgo Roma una decina di giorni fa.
Non è la prima volta che accade, in passato, sempre presso la sede dell’associazione sono stati recapitati volantini con messaggi intimidatori ed insulti, adesivi di gruppi di estrema destra, ma mai un’imbrattamento così esplicito. Chi ha compiuto il gesto, ha prima rimosso la targa con il logo dell’associazione e poi imbrattato la porta con il noto simbolo riconducibile all’ideologia nazista.

«Dopo un dibattito interno tra soci, attivisti e volontari – spiegano i componenti dell’Arcigay Verona Pianeta Milk – su che fare di quella piccola svastica nera, segnalata comunque alla Digos, abbiamo pensato di lanciare un Piccolo Concorso Creativo Antifascista».

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Sono centinaia le adesioni al bando

Là dove c’era una svastica ora c’è un coniglietto, parafrasando Celentano. O un cubo Rubik. O una zanzara. E la firma è diventata contagiosa: “paint back”, qualcosa come “restituisci il colpo con un disegno”. Ormai è un piccolo movimento. Cominciato con una reazione snervata all’ennesima bandiera del Reich scarabocchiata sul muro di un parco per bambini. Ibo Omari ha preso le sue bombolette spray e l’ha coperta con un disegno gentile. Fa graffiti da quando è bambino e il suo negozio di colori nel quartiere di Schoeneberg è un punto di riferimento per molti writer berlinesi.
La sua piccola rivolta contro rune, croci uncinate, disegni razzisti e inneggianti all’odio è cominciata così, per caso, per un moto di rabbia. Ma “non è stato difficile trovare alleati, in tempi in cui ‘Mein Kampf’ è tornato un best seller”, ha raccontato alla rivista Bento. All’inizio sono partiti in sette e hanno girato il suo quartiere, Schoeneberg, nella ex Berlino ovest, che ha dato i natali a Marlene Dietrich e dove negli anni Settanta abitavano David Bowe e Iggy Pop. Omari e i suoi alleati hanno trasformato una quindicina di scritte barbariche in farfalle, fiori, quadrifogli e gufi. Adesso persino i proprietari di casa chiedono ai writer anti nazi di sovrascrivere le svastiche con disegni.
Un movimento come “paint back” non poteva che nascere nella capitale dei graffiti: si stima siano cinquantamila i writer berlinesi. Esistono persino visite guidate alle opere più famose. Ma non sempre i loro disegni piacciono, non sempre si accetta il fatto che si tratti di una contro-cultura e che i disegni siano per definizione politici. Uno stupendo murales alto 42 metri a Reinickendorf che mostra un profugo bambino ricoperto di sangue ha provocato una raccolta di firme nel quartiere perché venga rimosso. Evidentemente ci vuole troppa coscienza per sopportarlo ogni giorno.

A Berlino cancellano le svastiche con i coniglietti

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