PER I GIORNALISTI CATTOLICI «CHI AMA DIO E LA PATRIA» DEVE BOICOTTARE «KLER» MA IL FILM L’HANNO GIA’ VISTO DUE MILIONI DI SPETTATORI

POLONIA.

Vodka, violenza, denaro e potere. Il dramma gelido che fa rabbrividire la Polonia s’intitola Kler, Clero, e ricostruisce la storia di tre uomini di Chiesa tra abusi e corruzione. Racconta di pedofilia, aborti, sacramenti a pagamento: diagnosi spietata di una disintegrazione morale che colpisce il Paese al cuore. Due milioni di spettatori solo nella prima settimana dopo il lancio dello scorso 28 settembre, un record assoluto.
Politica, società civile, gli stessi ambienti religiosi si dividono tra chi plaude al coraggio dell’affermato regista Wojciech Smarzowski per aver finalmente denunciato complicità e silenzi sugli abusi e chi lo accusa di tradimento per un film «anticlericale, anticattolico e antipolacco» che manipola ideologicamente la realtà. «Odiosa propaganda, come le pellicole naziste sugli ebrei», denuncia il capo dell’Ufficio di sicurezza nazionale della presidenza della Repubblica Pawel Soloch. «Chi ama Dio e la patria si opponga alla distruzione dei nostri valori nazionali» è l’appello al boicottaggio lanciato da un’associazione di giornalisti cattolici. Nei cinema di Ostroleka, cittadina di 50 mila abitanti nel Nord-Est, la programmazione è stata vietata. Al contrario i multisala della laica Breslavia sono arrivati a 22 proiezioni al giorno.

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