IL RAPPORTO FREEDOM HOUSE PER IL 2018: “L’ASCESA DELL’AUTORITARISMO DIGITALE”

Activists of the ‘Society for Threatened Peoples’ (Gesellschaft fuer bedrohte Voelker) demonstrate wearing computer monitors with a portrait of Chinese President Xi Jinping and the words ‘China is watching you’ during a demonstration next to the Chancellery in Berlin on July 9, 2018, prior a meeting between German Chancellor and Chinese Premier. – German Chancellor Angela Merkel holds talks on July 09, 2018 with Chinese Premier Li Keqiang amid fears of a spiralling global trade war touched off by new US tariffs. (Photo by Tobias SCHWARZ / AFP) (Photo credit should read TOBIAS SCHWARZ/AFP/Getty Images)
Oggi l’organizzazione Freedom House intitola il suo ultimo rapporto sulla libertà di Internet «Ascesa dell’autoritarismo digitale». La conclusione, basata sull’analisi di 65 Paesi diversi (l’87% degli utenti globali), è che Internet è sempre meno libero in tutto il mondo e che la stessa democrazia è danneggiata dal modo in cui viene usato. Mentre la propaganda e la disinformazione avvelenano la sfera digitale, molti governi utilizzano le stesse fake news come scusa per reprimere il dissenso. Mentre i «leak» di dati personali pongono il problema di proteggere le informazioni e la privacy degli utenti, le dittature ma anche le democrazie prendono misure in nome della sicurezza che mettono a rischio la libertà e la privacy. La Cina in particolare sta esportando in 36 Paesi il suo modello di censura tenendo seminari sui new media e fornendo strumenti di controllo.

Ma il declino della libertà riguarda anche gli Stati Uniti: il rapporto critica l’abolizione della «net neutrality» che impediva ai service provider di decidere di favorire o meno la fruizione di un certo servizio o di offrire una maggiore velocità di accesso solo a pagamento. Ma dopo l’attacco alla sinagoga di Pittsburgh, un altro aspetto è di tragica attualità: l’uso dei social per diffondere l’odio. L’attentatore frequentava un social popolare tra l’estrema destra, «Gab», dove si trovano messaggi antisemiti e idee complottiste. Mentre Twitter, Facebook e Reddit cercano di «ripulire» i profili, gli utenti espulsi trovano comunque rifugio in altri angoli oscuri del web come Gab, Discord, 4chan.

Viviana Mazza sul Corriere della Sera

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