I GIORNALISTI INCUBO DELLA MAFIA: IL RAPPORTO DI REPORTERS SANS FRONTIERES

Sono più di 30 i giornalisti uccisi da organizzazioni mafiose nel mondo tra il 2017 e il 2018. Lo rivela Reporters sans Frontières nel suo rapporto “I giornalisti, incubo della mafia”, frutto di un lavoro investigativo condotto negli ultimi mesi raccogliendo decine di testimonianze di reporter minacciati, o di parenti e amici di cronisti assassinati. Nelle interviste, i giornalisti vittime di intimidazioni (molti dei quali vivono sotto costante protezione della polizia) raccontano i dettagli del loro calvario: dalle aggressioni ai familiari ai tentativi di incendiare le loro abitazioni. E tutti concordano, segnala Rsf, sul fatto che le mafie, “che non sopportano la pubblicità, non si fermano davanti a nulla pur di far tacere i giornalisti che considerano troppo curiosi”.
Christophe Deloire, segretario generale dell’organizzazione, chiede che “gli Stati facciano tutto il possibile per fornire appoggio e protezione” a chi è finito nel mirino delle strutture mafiose. E fa appello a “non cadere nei ricatti, come ha fatto di recente il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, con Roberto Saviano, minacciando di togliergli la scorta, in reazione ad alcune critiche del giornalista”.

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